Aborto spontaneo a quarant’anni

L’aborto spontaneo é una delle mine vaganti nella vita di una donna in età fertile. Una disavventura che non é così difficile trovarsi ad affrontare, se é vero che la percentuale di aborti spontanei é del 35% su 100 fecondazioni e che molti di più avvengono prima della sesta settimana, e quindi passano inosservati, magari classificati come un semplice ritardo del ciclo. 
Ma le statistiche, le percentuali, le cause, quasi sempre naturali quando l’aborto avviene entro le prime otto settimane, non sono di conforto, quando questo evento ci colpisce direttamente. 
Già, perché un mese prima consolavo l’amica a cui era capitato, dicendole, dai, meglio adesso che più avanti, sei giovane (siamo giovani) e ci puoi riprovare, non lasciarti buttare giù, e adesso mi ritrovo alle prese con un sogno che diventa un incubo, le perdite di sangue, l’attesa di un evento naturale o chirurgico che pongano fine a questo piccolo capitolo della mia vita.  Piccolo? Per gli altri, forse. Perché scopri allora che le parole dell’amica non consolano, che l’atteggiamento noncurante di tua madre risveglia in te  istinti omicida, che nessun altro trova così devastante quello che ti sta capitando. Forse tuo marito,lui sí, ma é un dolore chiuso tra le porte di casa, che non trova conforto nemmeno sui libri o tra i risultati di google. Accendo il computer, infatti,  e digito ” aborto spontaneo precoce” : si aprono pagine su pagine di statistiche, di dati, di cause e di casistiche. E di medici che ti dicono che la percentuale di aborti aumenta con l’aumentare dell’età della madre ( e sí, anche del padre, perché anche i suoi spermatozoi non hanno più un corredo cromosomico così agile e scattante).
 Ma come? – penso – Se fino a ieri al tg magnificavano madri cinquantenni e una cantante lesbica che ha partorito a 54 anni… Allora forse non dovevo provare a dare a mio figlio un fratellino? 
Tutti i dubbi che mi avevano assillato nei mesi precedenti, mentre la gravidanza era solo un progetto e quindi ancora tutto era possibile, tornano ad assalirmi, solo che adesso hanno il contorno sfumato di rimorsi e di rimpianti. Perché se é vero che questa disgrazia può capitare a chiunque ma colpisce di più le donne quarantenni e anche vero che a vent’anni  hai tutta una vita davanti per ritentare, ma a quaranta no. A quaranta la ricerca di una gravidanza era una scelta già ponderata e difficile, riprovarci? Non sarà che la natura mi ha mandato un segnale ed é meglio raccoglierlo piuttosto che ricominciare da capo? 
E intanto il tuo corpo cerca di espellere quell’embrione che non é mai diventato un feto e mai diventerà un bambino roseo da stringere tra le braccia e cerchi di convincermi che é solo un ciclo un po’ in ritardo e che se il tuo corpo non ti tradisce, non più di quanto abbia già fatto almeno, allora forse eviterai una fastidiosa operazione. 
Affronto  una settimana difficile, visite dal ginecologo ( di solito aspettando il mio turno circondata da felici donne incinte), e crampi al basso ventre. Ma c’é anche il cucciolo che chiede attenzioni, quel cucciolo inconsapevole che in questi giorni si é deciso anche un pezzettino della sua vita futura, figlio unico o figlio maggiore. Quel cucciolo che senza saperlo aveva avuto un peso determinante in una scelta così importante, perché questo fratellino era anche per lui, perché non dovesse un giorno sentirsi troppo solo.
E allora lo guardo giocare sul tappeto e ridere per un’ombra che ha colto solo lui, e stringo i denti. Passerà anche questa settimana. E poi ci sarà una vita a tre, tutta da inventare.

2 risposte su “Aborto spontaneo a quarant’anni”

Ciao, Cabi… Non immagino nemmeno lontanamente cosa devi aver passato, io ero solo a sei settimane e sí credo siano ferite che ti porti dentro. Forza, che abbiamo cmq i nostri cuccioli che ci tengono allegre.

Ciao!
Come non poter rimanere coinvolta da questo tuo articolo…per me specialmente che, non quarantenne e senza particolari problemi di salute, ho subito un’aborto spontaneo…
Con me il destino è stato ancora più crudele perchè ho avuto il distacco di placenta totale alla 36a settimana, proprio quando una mamma sente che il suo desiderio si è realizzato. E così ho perso mia figlia.
Ho un figlio di 5 anni e mezzo, ma ti assicuro che questa ferita mi accompagnerà tutta la vita…non ci sono risposte e soprattutto non si può dimenticare un dolore simile…Poi, che dire, l’assistenza psicologica dopo questo tipo di trauma è pressochè assente in Italia. Mi sono unita al sito di “Ciao Lapo”, una onlus che assiste e accompagna i genitori che perdono i propri figli in età pre-natale e scrivo anch’io articoli su italianbloggers.
Ti saluto sperando che tu possa realizzare il tuo sogno!
Cabi

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