La Camera approva la riforma di legge sul prezzo dei libri

15 Luglio 2010

La Commissione Cultura della Camera ha approvato la proposta di legge sugli sconti massimi da applicare al prezzo dei libri (tetto massimo del 15% sul costo di copertina). Primo firmatario e relatore della proposta è stato Marco Levi (Partito Democratico).

Se anche il Senato darà parere favorevole la nuova legge sell’editoria entrerà in vigore il prossimo 1 novembre.

Per il mondo del libro italiano si tratta di un passo in avanti importante ed atteso da molti anni – ha così commentato Levi. Sembra così giungere a definizione la richiesta di una nuova disciplina che regolamenti il mercato librario e che ha come finaliatà primaria quella di ridurre il rischio di una politica di abbassamento dei prezzi su novità editoriali come best-seller e classici. Per il mondo del libro italiano, infatti,  si tratta di un passo in avanti importante ed atteso da molti anni.

Agli editori saranno permesse campagne promozionali della durata massima di un mese e da non realizzarsi mai nel mese di dicembre.

Per le vendite effettuate per corrispondenza o attraverso un sito internet sarà consentito uno sconto fino al limite massimo del 20%.

Con questa legge l’Italia si pone tra le posizioni estreme della Germania, dove il prezzo dei libri è fisso senza possibilità alcuna di sconto, e il Regno Unito, dove il prezzo è del tutto libero. Si tratta di una via analoga a  quella imboccata con successo, anni fa, dalla Francia.

Franco Levi ha ringraziato i colleghi, le associazioni dei librai e degli editori ma, soprattutto, il presidente della Commissione Cultura della Camera e il ministro e il sottosegretario al ramo, che hanno voluto appoggiare un’iniziativa promossa da un deputato del Partito Democratico e premiare il suo lavoro già iniziato nella passata legislatura in qualità di sottosegretario all’editoria del Governo Prodi.

Una risposta su “La Camera approva la riforma di legge sul prezzo dei libri”

La proposta di Legge sul prezzo del libro non distingue tra libri scolastici e libri vari, merci commercializzate in modo totalmente diverso.
La Legge del 2001 non diversificava i testi scolastici dai testi vari, come era auspicabile e necessario. Questa miopia legislativa ha creato un fenomeno tutto Italiano: i supermercati hanno depredato ed impoverito il mercato del libro scolastico, praticando sconti insostenibili al semplice libraio. La Legge, legalizzando questi sconti, ha inibito ogni difesa giuridica delle librerie contro queste politiche commerciali.
Non ha inoltre regolamentato i vari aspetti peculiari del libro scolastico, necessari di una chiarimento legislativo (copie saggio, aspetti fiscali, nuove edizioni..). Prima della Legge del 2001 il libraio era l’anello più debole della catana distributiva; dopo la Legge del 2001 la situazione è peggiorata. Questa Legge ha causato la chiusura e l’impoverimento delle librerie.
Un libro scolastico è acquistato dalle librerie (nella migliore delle ipotesi) con lo sconto del 17,20%, senza nessuna possibilità di contrattazione. L’attuale vendita presso i supermercati (15% di sconto nei periodi caldi) costituisce un atto di pirateria commerciale, al limite della concorrenza sleale. La Legge in fase di approvazione, cristallizzando questa situazione, legalizzerà definitivamente questo comportamento piratesco, dissanguando le librerie che operano in questo difficile settore.
Non riesco a trovare un solo elemento positivo nella Legge e non riesco a capire come possa essere stata asseverata dalle associazioni di categoria. Spero in una revisione della Testo, con la separazione delle due categorie merceologiche.
Distinti saluti

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