Messico, detenuti sicari con il permesso della direttrice del carcere

Lasciava liberi gli incarcerati di uscire la notte per andare ad assassinare la gente, per di più con veicoli e armi delle guardie carcerarie. Con questa accusa Margarita Rojas Rodriguez, direttrice del centro di riabilitazione Gomez Palacio nello stato di Durango, è stata messa agli arresti domiciliari con tre suoi funzionari.

L’indagine era partita da un video di un agente di polizia di Lerdo catturato dal cartello di narcotrafficante Los Zetas. Prima dell’esecuzione, il poliziotto rivelava che la direzione del carcere avrebbe permesso ai detenuti di uscire per commissioni criminali.

Gli assassini perpetrati dai detenuti-killer sarebbero 35 in pochi mesi, per lo più verso giovani, nella città di Torreon, nel Coahuila, a confine con il Texas. Il primo agguato risale al febbraio scorse: 10 vittime. Il secondo avviene a maggio: 4 persone fanno irruzione in un bar e freddano 15 persone. L’ultimo il 18 luglio: un commando interrompe una festa di compleanno uccidendo 17 persone e ferendone altre 18.

Proprio nell’ultima scena del crimine sono stati rinvenuti bossoli e munizioni dei fucili in dotazione ai secondini.

Gli attacchi sono riconducibili alla guerra tra narcotrafficanti che dilania il Messico: 25.000 morti dal 2006.

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