La grande lotteria della fame

Il World Development Movement, ONG britannica da anni impegnata nella lotta alla povertà, accusa a gran voce la speculazione finanziaria di essere responsabile della fame nel mondo.

Le grandi banche e i principali fondi scommettono al rialzo sull’andamento dei prezzi delle materie prime, causando un’impennata dei prezzi e generando guadagni immorali. Il tutto mentre i paesi più poveri non hanno i soldi per comprare generi alimentari diventati troppo costosi.

Gli speculatori tra il 2006 e il  2008 hanno creato una bolla che ha portato ad incresciosi rincari: il prezzo del frumento è aumentato del 110%, il cacao del 90%, il caffè del 70%, il mais del 180%. La domanda è sì aumentata, ma non in modo tale da giustificare tale impennata.

Così, mentre, secondo un rapporto del giugno 2009, un miliardo di persone soffriva di denutrizione cronica, la banca americana Goldman Sachs registrava in bilancio un extraprofitto di un miliardo di dollari derivante dalla speculazione sulle materie prime.

I fondi comuni d’investimento creati ad hoc, gli Exchange Traded Commodities, hanno mercato florido in Italia, prima piazza al mondo, in UK e negli USA. In prima linea le grandi banche, che diminuivano così le grandi perdite causate dalla crisi, e finanzieri del calibro di Anthony Ward, presidente dell’Armarajo Holdings, e il magnate George Soros.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.