Car design professional portfolio

by Giulio Partisani studente IED Torino
by Giulio Partisani studente IED Torino

Questa estate ero a Ravello con la famiglia e, per puro caso, ho conosciuto una signora con un figlio appena rientrato dall’Inghilterra. Il ragazzo aveva conseguito il suo diploma in transportation design e si apprestava a cercar lavoro. Così tra una chiacchiera e l’altra la signora mi ha chiesto se potevo dare uno sguardo ai lavori del figlio per un consiglio, cosa che ovviamente ho fatto con piacere.

Il giorno dopo, nel primo pomeriggio, suonano alla porta ed era il figlio della signora del giorno prima. Ci siamo accomodati in terrazza e sorseggiando un caffè abbiamo parlato un po’; poi il ragazzo ha aperto il suo pc portatile e mi ha mostrato il suo portfolio mediante una presentazione in Power Point.

Dopo averlo ascoltato gli ho chiesto di mostrare nuovamente la presentazione e al secondo passaggio non avevo più dubbi. I problemi c’erano, per fortuna potevano essere risolti con un po’ di tempo e buona volontà.

I problemi
Il portfolio deve essere un concentrato dei migliori lavori fatti a scuola o in privato e deve comunque essere personalizzato, esso è espressione di noi stessi, deve avere un suo carattere e non può essere il prodotto “formattato” di qualche regola strana dettata in questa o quella scuola.
In questo caso i problemi erano i seguenti:
– L’ordine dei progetti era sbagliato (quelli deboli e forti in un ordine senza criterio)
– La grafica editoriale (o di accompagnamento) era stile anni ‘90 e il più delle volte “mangiava” i disegni stessi creando molta confusione (risultato mediocre, difficoltà a distinguere le sagome delle vetture specie in prospettiva)
– Pochissimi disegni a mano libera, quelli presenti erano di qualche anno prima quindi con una qualità approssimativa, quelli più recenti e migliori non erano stati inclusi nella presentazione finale (risultato poco professionale e un po’ sciatto)
– Troppi progetti diversi: un’auto, una barca, un motoscafo, un device ecologico. Sbagliato! Chi è il target di questo portfolio? (io rappresento l’industria dell’auto e in quel book non mi sono sentito rappresentato!)
– Abuso di Photoshop, la mancanza di spontaneità in un portfolio penalizza di molto il risultato finale. La percezione dell’insieme è “fredda” e non “emotiva”. Nel Car Design ciò che più entusiasma alla fine di un corso di studi è proprio la capacità creativa e il talento per emozionare; per ottenere questo effetto è necessaria una buona dose di disegni a mano libera e a colori. Anche quelli fatti con la penna digitale vanno bene a patto che la bravura combaci con quella della mano libera. Ci vuole coerenza tra tecniche e progetti.
– Ultimo elemento di critica è “l’effetto school format” troppo evidente e dovuto principalmente all’insegnante, responsabile del corso, che voleva dei book tutti basati sullo stesso format. Errore grave!

Principalmente l’errore fatto dal ragazzo è stato di andare a fare un corso di Transportation Design in una scuola che da pochi anni aveva aperto il corso stesso. Quindi la scuola non ha ancora l’esperienza decennale necessaria per avere una tradizione di professionalità riconosciuta dalla comunità industriale (alcuni insegnanti disegnano barche e non auto. Informarsi sempre sulle scuole e il loro background prima di versare l’assegno, questa operazione deve essere un investimento!)
Le scuole che non hanno buoni insegnanti di transportation design (per ovvi motivi come, ad esempio, la location troppo lontana dagli studi di design), hanno difficoltà ad insegnare lo sketching a mano libera (ci sono esercizi specifici da far fare a chi vuole disegnare auto, fidatevi). Quindi? Photoshop! Easy way, con il risultato che tutto ciò che non sai fare su carta, non lo saprai fare sulla tavoletta magica con penna digitale!

Conclusione
Per fortuna il ragazzo ha un buon talento, solo un po’ acerbo, gli ho selezionato i suoi migliori disegni, poi gli ho chiesto di eliminare tutto il resto, di integrare con nuovi disegni e di pensare al ritmo emotivo di quel book. Gli ho consigliato di aumentare i progetti auto, di semplificare le grafiche editoriali, di personalizzare il tutto e di farmi rivedere tutto.
Aspetto con ansia la sua email, questa volta lo faremo via PC visto che l’estate è finita ed io sono rientrato in Francia.

Good luck!

Luciano Bove per il sito Virtualcar

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