Nucleare: Greenpeace porta fusti radioattivi al Pirellone della Regione Lombardia

greenpGreenpeace continua la sua protesta contro la volontà di ritorno al nucleare del Governo Berlusconi scegliendo questa volta il Pirellone a Milano. Durante la manifestazione sono stati portati alla sede della Regione Lombardia alcuni finti fusti di sostanze radioattive. ‘Con la Legge 99/2009 – che riporta il nucleare in Italia – il Governo ha deciso di scavalcare le competenze regionali in materia di energia e governo del territorio’ afferma l’associazione in un comunicato. ‘Undici Regioni – continua la nota – hanno recentemente presentato ricorso alla Corte Costituzionale in quanto la legge è palesemente in contrasto con quanto stabilito dal titolo V della Costituzione. Tra queste manca all’appello la regione Lombardia, che potrebbe ospitare uno o più reattori sul suo territorio. Oggi è in discussione al Consiglio regionale lombardo una mozione sul tema nucleare’.
Greenpeace chiede ora una posizione chiara al presidente della regione Lombardia Formigono: ‘Nel giugno 2008 Formigoni aveva dichiarato che ?ogni discorso sulla localizzazione in Lombardia di eventuali centrali è del tutto prematuro”. Otto mesi dopo, nel febbraio 2009, ci ripensava affermando di essere “favorevole alla decisione del Governo, perché il nucleare libera il paese dalla dipendenza dal gas e dal petrolio”. Non si possono prendere in giro i cittadini su temi così importanti come il nucleare. Chiediamo a Formigoni di esprimersi contro il nucleare, o di affrontare adesso il peso politico di questa scelta’.Secondo Greenpeace ‘dopo sessant’anni spesi inutilmente nella ricerca, il nucleare rimane una fonte rischiosa, costosa e non si è trovato alcun modo per gestire in sicurezza le scorie radioattive. Quando gli impianti giungeranno a fine vita, i costi delle scorie e dello smantellamento saranno scaricati sulle spalle dei contribuenti e dello Stato. Fonti rinnovabili e misure di efficienza energetica sono mature e potranno fornire l’88 per cento del fabbisogno energetico europeo al 2050, senza i costi e i rischi del nucleare’.

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