Fini: vergognose frasi razziste di Almirante

Gianfranco Fini è stato delfino e successore di Giorgio Almirante, storico leader della destra italiana. Fini oggi è il presidente della Camera. E Fini oggi, a conclusione dell’intervento alla Camera di Emanuele Fiano del PD, prende le distanze da alcune dichiarazioni, storiche, di Almirante. Dichiarazioni a proposito di razza. Fiano legge un articolo di Almirante pubblicato sulla rivista “La difesa della razza”. Frasi a dir poco vergognose, come ricorderà subito dopo (applaudito dai colleghi deputati) proprio il suo “figlio” politico Fini.

Almirante suggeriva, nell’articolo, di porre un “altolà ai meticci e agli ebrei”. Era il 1942 e il presidente della Camera, scuro in volto, definisce le parole “un sentimento razzista che purtroppo in quell’epoca tragica albergava in tanti e troppi esponenti che in alcuni casi si allocavano a destra, in altri in altre formazioni politiche”.

È una importantissima presa di posizione. Di distanza da certe affermazioni. Da certi ideali drammaticamente atroci.
Ed è una presa di posizione, di distanza, in un momento delicato del presente nazionale. Quotidiani attacchi di tipo xenofobo e razzista in Italia. Pochi imbecilli come dice Alemanno? D’accordo e non ci sono dubbi. Sempre ci sono stati e sempre, purtroppo, ci saranno. Quella di oggi è una attenzione maggiore per forza di cose. Le pagine intitolano puntualmente e con insistenza fatti che tra poco tempo non spariranno, ma passeranno in secondo piano. Imbecilli si ma da non sottovalutare. E in giorni di pestaggi, rotture di vetrine, minacce, incendi, una reazione doveva arrivare subito, da parte di quell’area politica nella quale questi imbecilli dicono di riconoscersi e di inseguirne gli ideali più rigidi e radicali (anche se la maggior parte delle volte è solo violenza senza colori e importanti schieramenti). Imbecilli ignoranti che proprio per questo essere in minoranza e imbecilli e ignoranti vanno messi a tacere subito. Stroncati sul nascere. Alla prima anfibiata una reazione pronta. Se no l’anfibiata, in questi giorni di tensione, rischia di diventare una scarica a catena. Perchè gli imbecilli a volte sono in grado di formare eserciti e diventare un problema.

L’Italia non è sicuramente un paese razzista. O se si, non sicuramente più di altri. L’ipocrisia in questa delicata tematica è tanta. Ci si professa liberi modelli di convivenza per poi sbattere la porta in faccia al “diverso”. A chi non parla la propria lingua, chi essendo di altre parti pone più problemi, pratici, che convenienza. E questo è mondiale. Non limitato a Roma e dintorni. E va dal sociale al soprattutto professionale.

Ben vengano certe prese di distanza di leader politici. Ce ne vorrebbero di più. Ci vorrebbe più attenzione e sensibilità. E attenzione, nessuna speculazione.

Andrea Prete
www.primapaginanews.com
primapaginanews@libero.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.