Ecco le vere Tracce d’Esame 2007

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Sessione ordinaria 2007


Chi richiede una definizione della giustizia cerca di solito un concetto normativo, ossia un criterio che sia utile a distinguere il giusto dall’ingiusto. Per definire un tale concetto possibile innanzi tutto riallacciarsi alle opinioni correnti. Questo modo di procedere…si trova per dinanzi a una difficolt: le opinioni su ci che giusto o ingiusto divergono ampiamente…limitandosi ai giudizi di giustizia ben ponderati, si osserva che sul piano dei fondamenti, sul piano dei principi della giustizia, si danno palesi divergenze di opinione. “A ognuno secondo le sue prestazioni”, afferma il liberalismo economico; “a ognuno secondo i suoi diritti legali”, si dice nello stato di diritto; “a ognuno secondo i suoi meriti”, si dice in molte aristocrazie; e il socialismo esige che si dia “a ognuno secondo i suoi bisogni”.
O. H??FFE, Giustizia politica, Bologna, 1995

La domanda che ora dobbiamo porci : ci sono principi chiari in base ai quali possiamo stabilire una distribuzione idealmente giusta dei diritti e dei privilegi, degli oneri e dei dolori, da assegnare agli esseri umani in quanto tali? C’ una posizione ampiamente diffusa secondo cui per rendere giusta una societ si devono concedere certi diritti naturali a tutti i membri della comunit, e il diritto positivo deve come minimo incorporare e proteggere questi diritti, indipendentemente da quali altre regole esso possa poi contenere. Ma difficile individuare nel senso comune il consenso sull’elenco preciso di questi diritti naturali, e ancor meno chiari sono quei principi da cui possibile dedurli in modo sistematico.
H. SIDGWICK, I Metodi dell’etica, Milano, 1995

La giustizia la prima virt delle istituzioni sociali, cos come la verit lo dei sistemi di pensiero. Una teoria, per quanto semplice ed elegante, deve essere abbandonata o modificata se non vera. Allo stesso modo, leggi e istituzioni, non importa quanto efficienti e ben congegnate, devono essere riformate o abolite se sono ingiuste. Ogni persona possiede un’inviolabilit fondata sulla giustizia su cui neppure il benessere della societ nel suo complesso pu prevalere. Per questa ragione la giustizia nega che la perdita della libert per qualcuno possa essere giustificata da maggiori benefici goduti da altri…Di conseguenza, in una societ giusta sono date per scontate eguali libert di cittadinanza; i diritti garantiti dalla giustizia non possono essere oggetto n della contrattazione politica, n del calcolo degli interessi sociali…un’ingiustizia tollerabile solo quando necessaria per evitarne una ancora maggiore. Poich la verit e la giustizia sono le virt principali delle attivit umane, esse non possono essere soggette a compromessi.
J. RAWLS, Una teoria della giustizia, Milano, 1982

Che l’idea di giustizia non si esaurisca nel fatto storico o positivo, ci dimostrato dal suo perpetuo rinascere nella coscienza come esigenza assoluta…Senza cotesta vocazione e attivit inesausta della coscienza, neppure si spiegherebbe la vita storica del diritto; poich appunto da quella attitudine originaria ed insopprimibile dipende il plasmarsi e riplasmarsi continuo dei rapporti sociali e delle regole che li dominano…Chi viola leggermente le leggi scuote le basi stesse della vita civile, e vulnera le condizioni dalle quali dipende la rispettabilit della sua persona. Ma il culto della giustizia non consiste solo nell’osservanza della legalit, n vuole esser confuso con essa. Non coll’adagiarci supinamente nell’ordine stabilito, n coll’attendere inerti che la giustizia cada dall’alto, noi rispondiamo veramente alla vocazione della nostra coscienza giuridica. Questa vocazione c’impone una partecipazione attiva e indefessa all’eterno dramma, che ha per teatro la storia, e per tema il contrasto tra il bene e il male, tra il diritto e il torto. Noi non dobbiamo solo obbedire alle leggi, ma anche vivificarle e cooperare al loro rinnovamento…Chi dice giustizia, dice subordinazione ad una gerarchia di valori; e nulla pi contrario a un tale principio che l’arbitraria rimozione dei limiti che separano il lecito dall’illecito, il merito dal demerito…Solo la giustizia risplende, guida sicura, sul vario tumulto delle passioni…Senza di essa, n la vita sarebbe possibile, n, se anche fosse, meriterebbe di essere vissuta.

G. DEL VECCHIO, La Giustizia, Roma, 1959

B…In una qualsiasi societ, e dunque anche in una societ democratica, la funzione fondamentale del diritto quella di stabilire le regole dell’uso della forza. Le regole dell’uso della forza vuol dire: chi deve esercitare l’uso della forza (non chiunque, ma solo coloro che sono autorizzati ad esercitarla); come (con un giudizio regolato); quando (non in un qualsiasi momento, ma quando sono state completate le procedure definite dalla legge); quanto (non puoi punire un furtarello nello stesso modo in cui punisci un omicidio). In uno Stato di diritto una delle grandi funzioni delle leggi quella di stabilire come deve essere usato il monopolio della forza legittima che lo Stato detiene.

N. BOBBIO e M. VIROLI, Dialogo intorno alla Repubblica, Roma Bari, 2001

3 pensieri su “Ecco le vere Tracce d’Esame 2007”

  1. a..ahe nn vorrei proprio ritornare indietro nel tempo!ihihihihi!ste tracce per sono molto piu facili di quelle che uscirono l’anno scorso…hiihih !oggi seconda prova !IN BOCCA AL LUPO FUTURI DIPLOMATIIIIIIIIIII

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