Ecco le vere Tracce d’Esame 2007

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Sessione ordinaria 2007



Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
odo stormir tra queste piante, io quello
e questa siepe, che da tanta parte

infinito silenzio a questa voce
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
Ma sedendo e mirando, interminati
e le morte stagioni, e la presente
spazi di l da quella, e sovrumani
e viva, e il suon di lei. Cos tra questa
silenzi, e profondissima quete
immensit s’annega il pensier mio:

io nel pensier mi fingo, ove per poco
e il naufragar m’ dolce in questo mare.
il cor non si spaura. E come il vento
G. LEOPARDI, L’Infinito, dai Canti, 1819

Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi pi familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!…Addio, casa nata, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s’impar a distinguere dal rumore de’ passi comuni il rumore d’un passo aspettato con un misterioso timore…Addio, chiesa, dove l’animo torn tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov’era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l’amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio!

A. MANZONI, I promessi sposi, VIII, 1840

Sempre un villaggio, sempre una campagna
L nelle stoppie dove singhiozzando
mi ride al cuore (o piange), Severino:
va la tacchina con l’altrui covata,
il paese ove, andando, ci accompagna

presso gli stagni lustreggianti, quando
l’azzurra vision di San Marino:
lenta vi guazza l’anatra iridata,

sempre mi torna al cuore il mio paese
oh! fossi io teco; e perderci nel verde,
cui regnarono Guidi e Malatesta,
e di tra gli olmi, nido alle ghiandaie,

cui tenne pure il Passator cortese,
gettarci l’urlo che lungi si perde

re della strada, re della foresta.
dentro il meridiano ozio dell’aie;
…………………………………….
G. PASCOLI, Myricae, 1882

…si udiva il mare che russava l vicino, in fondo alla straduccia, e ogni tanto sbuffava, come uno che si volti e rivolti pel letto…. Le stelle ammiccavano pi forte, quasi s’accendessero, e i Tre Re scintillavano sui fariglioni colle braccia in croce, come Sant’Andrea. Il mare russava in fondo alla stradicciuola, adagio adagio, e a lunghi intervalli si udiva il rumore di qualche carro che passava nel buio, sobbalzando sui sassi, e andava pel mondo il quale tanto grande che se uno potesse camminare e camminare sempre, giorno e notte, non arriverebbe mai, e c’era pure della gente che andava pel mondo a quell’ora, e non sapeva nulla di compar Alfio, n della Provvidenza che era in mare, n della festa dei Morti; cos pensava Mena sul ballatoio aspettando il nonno.

G. VERGA, da I Malavoglia, 1881

Quella, che tu credevi un piccolo punto della terra,
Giovinetti amici, pi belli d’Alessandro e d’Eurialo,
fu tutto.

per sempre belli, difendono il sonno del mio ragazzo.
E non sar mai rubato quest’unico tesoro
L’insegna paurosa non varcher mai la soglia
ai tuoi gelosi occhi dormienti.
di quella isoletta celeste.
Il tuo primo amore non sar mai violato.

E tu non saprai la legge

Virginea s’ rinchiusa nella notte
ch’io, come tanti, imparo,
come una zingarella nel suo scialle nero.
– e a me ha spezzato il cuore:
Stella sospesa nel cielo boreale
fuori del limbo non v’ eliso.

eterna: non la tocca nessuna insidia.
E. MORANTE, L’Isola di Arturo, Dedica, 1957

3 pensieri su “Ecco le vere Tracce d’Esame 2007”

  1. a..ahe nn vorrei proprio ritornare indietro nel tempo!ihihihihi!ste tracce per sono molto piu facili di quelle che uscirono l’anno scorso…hiihih !oggi seconda prova !IN BOCCA AL LUPO FUTURI DIPLOMATIIIIIIIIIII

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