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	<title>Traffyk - I'm driving crazy &#187; scienza</title>
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	<description>Una volta davo consigli e risorse per blog.. ora invece booh quello che mi pare :p</description>
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		<title>Operativo il monitoraggio hi-tech per il Vesuvio</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 12:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Traffyk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer - Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Napoli &#8211; Prevenire &#232; meglio che curare ma se si deve curare &#232; meglio farlo in fretta: la nuova rete vesuviana di monitoraggio ambientale realizzata da Italtel con enti locali, universit&#224; campane e con il finanziamento del ministero dell&#8217;Universit&#224; e della ricerca, &#232; ufficialmente operativa. Terremoti, frane, dissesti idrogeologici, incendi nell&#8217;area del Vesuvio e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="gb_page_fs[]" href="http://www.flickr.com/photos/17084757@N00/483778848/"><img class="left" height="149" alt="vesuvio" src="http://www.traffyk.com/blog/wp-content/uploads/2007/06/vesuvio-small.jpg" width="225" /></a>Napoli</strong> &#8211; Prevenire &egrave; meglio che curare ma se si deve curare &egrave; meglio farlo <strong>in fretta</strong>: la nuova rete vesuviana di monitoraggio ambientale realizzata da Italtel con enti locali, universit&agrave; campane e con il finanziamento del ministero dell&#8217;Universit&agrave; e della ricerca, &egrave; ufficialmente operativa. Terremoti, frane, dissesti idrogeologici, incendi nell&#8217;area del Vesuvio e di Napoli possono essere tradotti in tempo reale in dati e segnalazioni di allarme e inviati, via protocollo Internet e sotto forma di messaggio vocale, ai centri di gestione delle emergenze sul territorio e ai laboratori universitari preposti per attivare misure preventive efficaci e tempestive contro i disastri ambientali.<span id="more-612"></span><br />
Tutto ci&ograve; si chiama <em>Petit-Osa</em>, un progetto partito nel 2001 e ieri presentato ad un convegno napoletano e che si basa su un sistema di rilevazione dei dati fondato attorno ad una &#8220;rete di comunicazione intelligente dedicata alla ricezione, gestione e invio, via connessione IP, delle segnalazioni di allarme provenienti dai diversi Centri di servizio e raccolta dati idrogeologici e atmosferici operativi&#8221;.</p>
<p>Una volta &#8220;catturati&#8221; gli allarmi, la piattaforma <em>Softswitch</em> li ridistribuisce in modo automatico al soggetto pi&ugrave; adatto e al momento reperibile, come gli istituti di ricerca sul territorio ma soprattutto la pubblica amministrazione e gli altri soggetti incaricati per l&#8217;intervento nelle diverse contingenze.</p>
<p>In tutto questo lo <strong>&#8220;storico&#8221; degli eventi</strong>, delle modalit&agrave; di risposta e dei risultati ottenuti offre anche una chiave informatica formidabile per migliorare progressivamente l&#8217;intera filiera degli interventi.</p>
<p>Tra le novit&agrave; di Petit-Osa, che i responsabili ci tengono a specificare essere gi&agrave; operative, anche applicazioni specifiche come il <strong>Simulatore di Incendi</strong> per individuare l&#8217;andamento del fronte del fuoco a partire dal punto di innesco del focolaio e il <strong>Censimento Automatico degli Incendi</strong>, per disporre, in tempo reale, di dati storici sui danni causati dal fuoco. &#8220;Altri servizi e applicazioni saranno possibili &#8211; sottolinea <a title="Italtel" href="http://www.italtel.com/">Italtel</a> &#8211; grazie all&#8217;ambiente open, tipico della piattaforma i-SSW, che mette a disposizione dei progettisti un ambiente di creazione, sviluppo e prototipazione dei servizi (Service Creation &amp; Logic Execution Environment) del tutto indipendente dall&#8217;accesso alla piattaforma e dal tipo di tecnologia utilizzata per la progettazione software&#8221;.</p>
<p>Fonte : <a title="Punto Informatico" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2015095">Punto Informatico</a></p>
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		<title>Ufo, la Francia svela i suoi segreti, dopo 30 anni i dossier sul web</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 18:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Traffyk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Science]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono 1600 casi, il 28% dei quali inspiegabile, studiati dal Geipan, struttura del Centro nazionale per gli studi spaziali francesi. E&#8217; IL PRIMO dicembre 1979, sono le 7 e 35 del pomeriggio, un negoziante del sud della Francia sta tornando a casa in auto. Improvvisamente alla sua sinistra sfreccia una palla luminosissima che muta colore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sono 1600 casi, il 28% dei quali inspiegabile, studiati dal Geipan, struttura del Centro nazionale per gli studi spaziali francesi.</em></p>
<p><a href='http://www.traffyk.com/2007/03/22/ufo-la-francia-svela-i-suoi-segreti-dopo-30-anni-i-dossier-sul-web/ufo-francia-dossier/' rel='attachment wp-att-338' title='Ufo Francia Dossier'><img align="left" src='http://www.traffyk.com/blog/wp-content/uploads/2007/03/ufofrancia.miniatura.jpg' alt='Ufo Francia Dossier' /></a>E&#8217; IL PRIMO dicembre 1979, sono le 7 e 35 del pomeriggio, un negoziante del sud della Francia sta tornando a casa in auto. Improvvisamente alla sua sinistra sfreccia una palla luminosissima che muta colore dal bianco al rosso, passando per l&#8217;arancio e il giallo. Quella &#8220;palla&#8221; emette un suono stridente, un beep beep fortissimo. L&#8217;uomo, terrorizzato, accelera per arrivare il pi presto possibile a casa. Settanta, ottanta chilometri all&#8217;ora. Quando ormai  vicino alla sua abitazione, il fenomeno scompare improvvisamente. Lo shock  cos violento che l&#8217;uomo ha blocco intestinale che durer a lungo. Testimone serio, testimonianza considerata veritiera. Altra situazione:  il 15 ottobre 2004. Nei della Francia quattro Mirage vengono seguiti da un oggetto volante non identificato. I piloti, che avvistano l&#8217;oggetto per circa 15-20 secondi, fanno in tempo a chiamare le basi a terra, ma i controllori di volo non osservano alcun segnale sui loro radar. La testimonianza  certa, l&#8217;evento rimane inesplicabile.<span id="more-337"></span></p>
<p>Sono questi il primo e l&#8217;ultimo di una lunga serie di avvistamenti di oggetti volanti non identificati ritenuti non spiegabili. Testimonianze che per sono state considerate di altissimo valore dal Groupement pour l&#8217;Etude et l&#8217;Information sur les Phnomnes Arospatiaux Non identifis (Geipan) francese. Il Geipan venne fondato nel 1977 dal Cnes, il Centro nazionale per gli studi spaziali francesi per studiare i fenomeni inesplicati che avvengono nei cieli. Dopo 30 anni di ricerche tenute segrete oggi gli archivi verranno aperti al pubblico e messi a disposizione su internet.</p>
<p>In tutto sono circa 1.600 casi e, tolti quelli assolutamente inaffidabili, tra quelli considerati interessanti il 28% non ha ancora avuto una spiegazione. I fenomeni perfettamente chiariti sono il 9%, quelli probabilmente identificati sono il 33%, mentre quelli per cui  difficile dare una valutazione, nonostante la loro importanza, sono ben il 30%. Materiale che richiederebb 100.000 pagine per poter essere pubblicato su carta: si tratta di 3.000 verbali di oltre 6.000 testimoni, redatti dalle autorit di vario tipo, dalle gendarmerie a ricercatori.</p>
<p>Spiega Jacques Patenet, responsabile del progetto: &#8220;Il fenomeno Ufo non  certamente nuovo, ma negli ultimi anni ha avuto un forte richiamo da parte dei media. Il lavoro che ora pubblichiamo, grazie alla volont del Cnes, dar modo agli studiosi di analizzare ulteriormente questo problema. Tuttavia preferiamo chiamare gli eventi insoliti Pan ossia Phnomne Arospatial Non identifi, piuttosto che Ufo o altro che pu portare a errate interpretazioni&#8221;.</p>
<p>Il rapporto del Cnes non  il primo studio realizzato sugli Ufo. Gli Stati Uniti ad esempio, hanno studiato il fenomeno a livello statale pi di una volta. Nel 1947-48 l&#8217;Air Technical Intelligence Center (Atic) della base di Wright Patterson di Dayton nell&#8217;Ohio, divenne centro di riferimento per i primi rapporti di Ufo, il quale aveva il compito di verificare l&#8217;esistenza di un&#8217;eventuale arma segreta nemica. Nacque poi il Progetto Sign. Si trattava di una commissione militare voluta con decreto del Ministro della Difesa Americano. I lavori durarono circa un anno, dopo di che ripart con il nome di Progetto Grudge. Il 30 aprile 1949 venne stilato il rapporto finale: gli Ufo non esistono.<br />
<b>Ufo, la Francia svela i suoi segreti<br />dopo 30 anni i dossier sul web</b></p>
<p>Ma nel 1952 una nuova ondata di avvistamenti obblig a una nuova inchiesta: nacque cos il progetto New Project Grudge, pi noto come in codice Project Blue Book. Oper fino a al 1969 e fu la prima importante ricerca sui dischi volanti. I risultati, ancora una volta, dissero che per l&#8217;Air Force i cosiddetti Ufo non costituivano una minaccia alla sicurezza nazionale e non esistevano prove decisive della loro origine spaziale. Nel 1966 fino 1968 venne indetta la Commissione Condon che affront la documentazione del Progetto Blue Book per dare un&#8217;ultima parola sui casi in studio. Questa commissione dette vita cos al Project Colorado, il cui gruppo di esperti faceva capo all&#8217;Universit di Boulder nel Colorado, la pi qualificata istituzione scientifica nel mondo per lo studio dell&#8217;alta atmosfera e dello spazio circumterrestre.</p>
<p>Nel gennaio 1969 fu stilato il verdetto del controverso Rapporto Condon, secondo cui il fenomeno non era degno di alcun rilievo, malgrado, appunto, l&#8217;alta percentuale di casi inspiegati in esso contenuti. Vi sono stati, poi, altri studi considerati seri i quali, comunque, non giunsero mai a una conclusione definitiva. Ora adesso lo studio del Cnes: ancora una volta fenomeni inspiegati si mostrano nei nostri cieli, ma ancora una volta rimane misteriosa la loro fonte.</p>
<p>(22 marzo 2007) <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/studio-ufo/studio-ufo/studio-ufo.html">Repubblica</a></p>
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		<title>Gran Bretagna &#8211; Eroina gratis agli incalliti</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Feb 2007 23:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Traffyk</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Per evitare che commettano crimini&#8230; LONDRA, 25 FEB -In Gran Bretagna la mutua fornira&#8217; l&#8217;eroina gratis ai drogati piu&#8217; incalliti, cosi&#8217; che non debbano commettere crimini per pagarsi la droga.Secondo indiscrezioni del domenicale &#8216;Independent on Sunday&#8217; il governo Blair adottera&#8217; su scala nazionale questa controversa strategia dopo aver tirato le somme di esperimenti-pilota in corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per evitare che commettano crimini&#8230;</em><a href='http://www.traffyk.com/2007/02/25/gran-bretagna-eroina-gratis-agli-incalliti/eroina/' rel='attachment wp-att-277' title='Eroina'><img align="left" src='http://www.traffyk.com/blog/wp-content/uploads/2007/02/eroina.jpg' alt='Eroina' /></a></p>
<p>LONDRA, 25 FEB -In Gran Bretagna la mutua fornira&#8217; l&#8217;eroina gratis ai drogati piu&#8217; incalliti, cosi&#8217; che non debbano commettere crimini per pagarsi la droga.Secondo indiscrezioni del domenicale &#8216;Independent on Sunday&#8217; il governo Blair adottera&#8217; su scala nazionale questa controversa strategia dopo aver tirato le somme di esperimenti-pilota in corso a Londra, Brighton e nel nord-est dell&#8217;Inghilterra. (Notizia Ansa)</p>
<p><span id="more-278"></span><br />
<strong>Secondo me non stanno bene con la testa, cos non commetteranno il crimine da puliti bens da drogati. Contenti loro, mi dissocio totalmente.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Londra, il neonato in fin vita salvato con il Viagra</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 15:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Traffyk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Science]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[LONDRA &#8211; Un neonato con gravi difficolt respiratorie stato salvato grazie al Viagra, quando sia i medici che i genitori si erano rassegnati al peggio. Il farmaco, usato in maniera sperimentale sui neonati con problemi di respirazione, riuscito a strappare da morte ormai certa il bimbo, riportano oggi i quotidiani britannici. Le sue condizioni erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src='http://www.traffyk.com/blog/wp-content/uploads/2007/02/lewis.jpg' alt='La foto del piccolo Lewis con i genitori, pubblicata dal Daily News' /><strong>LONDRA</strong> &#8211; Un neonato con gravi difficolt respiratorie  stato salvato grazie al Viagra, quando sia i medici che i genitori si erano rassegnati al peggio. Il farmaco, usato in maniera sperimentale sui neonati con problemi di respirazione,  riuscito a strappare da morte ormai certa il bimbo, riportano oggi i quotidiani britannici. Le sue condizioni erano disperate, tanto che i genitori stavano gi organizzando il funerale. Poi, il miracolo. Con il Viagra, somministrato come ultima speranza, il neonato si  ripreso ed ha iniziato a migliorare costantemente.<br />
<span id="more-214"></span><br />
Per Lewis Goodfellow, nato prematuro a sole 24 settimane lo scorso agosto, i problemi sono iniziati subito: i polmoni non funzionavano a dovere e non erano sviluppati a sufficienza. Prima i medici hanno scoperto che una valvola cardiaca non era chiusa in modo adeguato e l&#8217;hanno operato a cuore aperto. L&#8217;intervento  andato bene, ma i problemi respiratori di Lewis non si risolvevano. Le sue condizioni andavano rapidamente peggiorando, tanto che i medici avevano detto ai genitori di prepararsi al peggio. Poi il Viagra come tentativo estremo. Ed ha funzionato.<br />
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<p>Il farmaco agisce dilatando i vasi sanguigni nei polmoni, permettendo cos un&#8217;adeguata distribuzione dell&#8217;ossigeno nell&#8217;organismo. E&#8217; lo stesso principio in base al quale il Sildenafil &#8211; questo il nome del principio attivo &#8211; viene usato per combattere la disfunzione erettile, rilassando i vasi sanguigni e permettendo un maggiore afflusso di sangue.</p>
<p>L&#8217;uso in neonatologia  abbastanza recente, anche se ci sono diverse sperimentazioni in corso. &#8220;E&#8217; piuttosto raro utilizzarlo in casi come questo&#8221; &#8211; ha detto al Daily Mail il dottor Alan Fenton, neonatologo alla Royal Victoria Infirmary di Newcastle, dove  stato curato Lewis. &#8220;Ma  una forma di cura che in questo ospedale stiamo usando da circa un anno. Funziona bene con i bambini che nascono a termine, ma non  ancora chiaro se  una terapia indicata anche per i neonati prematuri. Finora  stato usato solo in sei casi di questo genere&#8221;.</p>
<p>Un &#8220;vero miracolo&#8221; per la madre Jade, che stava gi preparando i funerali per Lewis, dopo che i medici le avevano detto che non era possibile continuare a somministrare ossigeno al bambino e che le sue condizioni erano senza speranza. Dopo il trattamento, il piccolo  rimasto in osservazione per qualche tempo e adesso  tornato a casa con la sua famiglia.</p>
<p>(16 febbraio 2007 &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/viagra-neonato/viagra-neonato/viagra-neonato.html">Repubblica</a>)</p>
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		<title>Internet? La fine dell&#8217;Homo Sapiens Sapiens</title>
		<link>http://www.traffyk.com/2006/12/07/internet-la-fine-dellhomo-sapiens-sapiens/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 16:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Traffyk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer - Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Science]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tommaso Tessarolo &#8211; Crescono coloro che sono nati con Internet. Passano molto tempo in rete perch se non sei in rete, non sei solo fuori dal giro, ma non esisti. La Tv per loro gi morta e sepolta Roma &#8211; Si sta aprendo una porta che d verso un mondo nuovo, diverso. Un mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Tommaso Tessarolo &#8211; Crescono coloro che sono nati con Internet. Passano molto tempo in rete perch se non sei in rete, non sei solo fuori dal giro, ma non esisti. La Tv per loro  gi morta e sepolta<br />
</em></p>
<p>Roma &#8211; Si sta aprendo una porta che d verso un mondo nuovo, diverso. Un mondo dove scopriremo delle verit che sono da sempre nascoste agli occhi di chi ha studiato l&#8217;uomo nella sua evoluzione sociale. Tendiamo spesso a dare una valenza negativa al progresso, ad attribuirgli tutte le colpe per i mali che attanagliano la nostra vita. Viviamo in un mondo che inquina, che distrugge le sue risorse, che fa estinguere le specie, che continua a farsi la guerra sterminando popoli in nome, ogni volta, di un dio differente. Un mondo spaccato a met tra ricchi e poveri, tra colti ed ignoranti, dove interi continenti rimangono in ginocchio ad agonizzare nel fango mentre da questa parte del mondo ci facciamo un giro su eBay per la shopping di Natale.</p>
<p>?? tutto vero.<br />
<span id="more-333"></span><br />
Esiste connaturata nel concetto di progresso una valenza negativa perch il progresso  dirompente, discriminante. Dovremo per pi razionalmente osservare quella che  la realt delle cose, senza farci intrappolare ogni volta in una spirale negativa che ci porta dentro scenari tipo &#8220;disaster movie&#8221; dove abbiamo i giorni contati e dove, con la tecnologia, al massimo ci siamo guadagnati il &#8220;grande fratello&#8221; che tutti osserva e tutti controlla.</p>
<p>La tecnologia  una forza emancipatrice. Soprattutto quando una tecnologia smette di essere percepita come tale ma diventa semplicemente abitudine. Non ci rendiamo conto troppo spesso di quanto comodo sia il nostro mondo grazie alle tecnologie che abbiamo sviluppato nei decenni o nei secoli precedenti. Questo perch oramai queste tecnologie hanno pervaso completamente il nostro essere Uomo, al punto che qualche antropologo si  cominciato a chiedere se non si sia andata a formare un&#8217;altra specie, successiva all&#8217;Homo Sapiens Sapiens, della quale tutti noi Uomini Tecnologici faremmo parte. La tecnologia, in passato, ci ha liberato da tante costrizioni accelerando quella che evidentemente  l&#8217;evoluzione naturale della nostra specie. E la tecnologia, con la quale costruiremo i prossimi decenni del nostro percorso,  pi affascinante che mai. Ci sono evidentemente tanti filoni di sviluppo, ma quello che a noi interessa di pi  la rete.</p>
<p>La rete, nel nostro mondo, sta cominciando ad essere percepita sempre meno come tecnologia e sempre pi come servizio. Oggi comunicare usando Internet  diventata una abitudine per una fetta molto importante di persone. Ma ancora pi importante  che oggi cominciamo ad avere una prima generazione di &#8220;net nativi&#8221;, di giovani nati con la rete. Di esseri umani che hanno sviluppato i primi fondamentali anni della loro vita all&#8217;interno di un universo interconnesso. Stiamo cominciando ad avere le prime avvisaglie di questa nuova specie geneticamente modificata ed in continua evoluzione. Presto, verremo letteralmente travolti. ?? inutile ipotizzare o cercare di immaginare: essere nati con la rete  un qualcosa che modifica l&#8217;essere umano nei suoi &#8220;geni&#8221;, solo chi  nato cos pu capire. Per tutti &#8220;gli altri&#8221;, noi compresi,  possibile solo osservare, con attenzione e rispetto, ammirati da tanta bellezza, nata anche dalle nostre fatiche, spaventati da ci che sappiamo che presto sar fuori dal nostro controllo.</p>
<p>Oggi parliamo di tecnologie per &#8220;sanitizzare&#8221; i video postati su YouTube, senza guardare veramente gli attori di tutti quei video. Leggiamo i numeri di MySpace, che continuiamo a trovare orrendo, senza avere mai sfiorato quel mondo di ammiccamenti, gioie e dolori che si genera quotidianamente dentro quelle pagine. Sprechiamo fiumi d&#8217;inchiostro su Second Life senza averci mai fatto quattro passi dentro, magari solo per andare a provare l&#8217;ultimo paio di Adidas. Parliamo, discutiamo, dibattiamo. Ma alla fine stiamo provando solo a raccontare storie di altri. Stiamo scrivendo romanzi con dei finali inventati, dove i personaggi sono solo il frutto della nostra fantasia.</p>
<p>Non capiremo mai fino in fondo i &#8220;net nativi&#8221; ma almeno dobbiamo provarci. Dobbiamo uscire dalla tecnologia e provare solo per un attimo ad esercitare quell&#8217;arte chiamata empatia. Senza dare giudizi, senza volersi credere &#8220;esperti&#8221;. Rimaniamo semplicemente curiosi per un attimo e guardiamo questo mondo nuovo. Cerchiamo di vedere quanto, al di l dei razionali numerici, la rivoluzione del networking sia veramente sociale. Oggi si parla sempre pi spesso di &#8220;contenuti generati dagli utenti&#8221; e di &#8220;sharing&#8221;. Di quanto &#8220;alla gente&#8221; piaccia improvvisamente pensare, produrre e condividere proprie manifestazioni. Qualsiasi esse siano. Ma chi sono questi &#8220;utenti&#8221;, e perch lo fanno? E chi  interessato a tutto questo, e perch?</p>
<p><strong>Telematica per natura</strong></p>
<p>Nascosti tra le pieghe della rivoluzione ci sono molti falsi positivi, molte persone che ci stanno banalmente provando e si sono infilate nell&#8217;onda. Professionisti mascherati, star riciclate o geni del marketing che credendosi pi furbi di tutti (ed in parte lo sono) fanno credere quello che in realt non . Ma al di l di questo, esiste una realt di una potenza straordinaria, la vera base di questa rivoluzione alla quale si stanno attaccando gli specialisti del mainstream. Sono proprio i &#8220;net nativi&#8221; che hanno acquisito ed elaborato questa nuova abitudine sociale della comunicazione allargata, istantanea e globale.</p>
<p>Produrre una manifestazione video per noi  tecnologicamente possibile, per loro  semplicemente naturale. Passare le ore, tra la scuola e la nanna, costantemente attaccati,  giornata tipo: se non sei in rete, non sei solo fuori dal giro, ma non esisti. La televisione per loro, per &#8220;gli altri&#8221;,  gi morta e sepolta. Ed  in ottima compagnia assieme a libri, CD, DVD, riviste e giornali. L&#8217;unica che sopravvive  la radio, molecola compatibile anche per questa nuova reazione, tutto il resto  fuori. Sta cambiando questo mondo, eccome se sta cambiando. Con una velocit talmente accelerata che ormai spezza le generazioni, facendo sembrare i padri come i nonni dei loro figli gi dopo pochi anni di vita. E sta cambiando in un modo meraviglioso, permeato da un enorme spirito comunicativo.</p>
<p>Anche la &#8220;nostra&#8221; cara Net TV  parte integrante di questa rivoluzione. Quello che possiamo osservare oggi  solo il primo vagito di un profondo cambiamento. Un primo passo che soffre di tutte le incertezze e di tutte le contraffazioni che si stanno &#8220;appiccicando&#8221;. Come si stia svegliando, e quindi cercando di adattare, il mondo mainstream  sicuramente un fenomeno molto interessante da osservare e capire. Ma  ancor pi affascinante aprire una finestra fin dentro il cuore del cambiamento. Oggi i &#8220;net nativi&#8221; non solo producono gran parte della loro televisione, ma hanno preso anche a remixarla (per usare un termine anni &#8217;80).</p>
<p>Sta nascendo una nuova generazione di &#8220;Pod VJ&#8221;, maestri blogger capaci di generare Podcast Video, e quindi &#8220;trasmissioni TV&#8221;, miscelando sul loro blog i contributi per loro pi interessanti. Nuovi guru mediatici in grado di parlare agli abitanti di questo nuovo mondo semplicemente &#8220;postando&#8221;. ?? l&#8217;intrattenimento che estende la sua forma originaria ben oltre le soglie dell&#8217;interattivit. ?? una nuova specie che ragiona, comunica e si intrattiene in modalit che a noi  dato solo osservare.</p>
<p>Ed i &#8220;net nativi&#8221; tra meno di 20 anni assurgeranno a cosiddetti &#8220;spenders&#8221;, ovvero soggetti in grado di sborsare denaro proprio per soddisfare delle necessit o, pi di frequente, dei desideri. Tra 20 anni avremo altre 2 generazioni di &#8220;net nativi&#8221;. Qualcuno, qualche tempo fa, mi ha chiesto giustamente di dare dei tempi alle mie &#8220;previsioni&#8221;. Eccoli qui, questi sono gli attori, questi sono i tempi.</p>
<p>Tommaso Tessarolo</p>
<p>http://tommaso.tessarolo.it/</p>
<p>Gli scenari di T.T. sono reperibili a questo indirizzo</p>
<p>Punto Informatico:</p>
<p>http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1800438&#038;r=PI</p>
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		<title>Medicina : Sfatato Un Mito</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 16:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Traffyk</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SYDNEY &#8211; Contrariamente ai miti correnti e perpetuati da tanti film, fare sesso, anche se si deboli di cuore, non aumenta i rischi di infarto. Sniffare cocaina, invece, moltiplica il rischio di 20 volte. Lo indica una ricerca pubblicata sulla rivista internazionale di cardiologia Circulation e condotta da ricercatori dell&#8217;universit australiana di Sydney, in collaborazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SYDNEY &#8211; Contrariamente ai miti correnti e perpetuati da tanti film, fare sesso, anche se si  deboli di cuore, non aumenta i rischi di infarto. Sniffare cocaina, invece, moltiplica il rischio di 20 volte. Lo indica una ricerca pubblicata sulla rivista internazionale di cardiologia Circulation e condotta da ricercatori dell&#8217;universit australiana di Sydney, in collaborazione di scienziati dell&#8217;universit americana di Harvard.<span id="more-334"></span></p>
<p>Lo studio  il primo ad analizzare tutti i fattori scatenanti conosciuti o supposti di un attacco di cuore, compresi attivit sessuale, uso di cocaina, inquinamento, alimentazione scorretta ed eventi di grande stress, come un attacco terroristico. la ricerca sottolinea inoltre che i tradizionali approcci di lungo termine alla prevenzione degli attacchi cardiaci, come i regimi basati su dieta, esercizio e farmaci, sono importanti ma spesso ignorano altri fattori di breve termine.</p>
<p>Queste pressioni esterne, come un forte stress improvviso o uno sforzo fisico eccessivo, possono essere un fattore scatenante nel 40% dei casi di attacchi di cuore, spiega il coordinatore della ricerca, Geoffrey Tofler. &#8220;Sappiamo ad esempio che l&#8217;incidenza di attacchi di cuore registra un&#8217;impennata nei giorni dopo che le persone sono state esposte a gravi eventi, come un terremoto o un attentato&#8221;, scrive Tofler. &#8220;Tale conoscenza &#8211; osserva &#8211; pu essere usata per assicurare che le squadre di soccorso abbiano le attrezzature e la conoscenza per trattare attacchi cardiaci e non solo lesioni traumatiche.</p>
<p>Se gli individui sanno quali sono i rischi relativi, saranno in grado di gestire in modo migliore il proprio stato di salute&#8221;. Nella prossima fase del progetto, Tofler e i suoi colleghi studieranno altri potenziali fattori scatenanti legato allo stress, come lutti, infezioni e sforzi fisici pesanti. &#8220;Saranno necessarie &#8211; conclude &#8211; ulteriori ricerche per stabilire se durante un evento di alto stress, come gli ultimi minuti di una partita di calcio, le persone a rischio possono beneficiare di farmaci addizionali per prevenire emboli, tachicardia e aumento di pressione sanguigna, che aumentano il rischio di un attacco&#8221;.</p>
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