Google si schiera contro i compiti copiati a scuola

google adwordsGoogle, il colosso di Mountain View, ci tiene all’istruzione ed al buon nome di AdWords e per questo, su invito delle principali università americane, ha accettato di rimuovere dal suo circuito pubblicitario Adwords tutte le inserzioni inerenti a siti che vendono compiti precompilati. La pratica di scaricare temi, compiti o relazioni direttamente da internet è molto frequente sia nel nostro paese che (soprattutto) in America o Inghilterra (in virtù della maggiore diffusione in rete di documenti in inglese e del maggior numero di prove scritte rispetto a quelle orali delle università straniere). E come per tutti i business, anche quello dei compiti già pronti ha diversi livelli d’entrata, dalle relazioni generiche il cui contenuto non è garantito (che si possono trovare gratuitamente) a compiti dal risultato garantito e fortemente specifici il cui prezzo può anche arrivare a 7.000 euro l’unità.
Ora i siti che fomentano e consentono di barare all’università non potranno più farsi pubblicità in rete, o almeno non tramite Google. I compiti già scritti dunque raggiungono nell’elenco degli argomenti proibiti per i banner di Google i già fuorilegge fumo, droga, cure miracolose, falsi documenti, armi e prostituzione.

Esultano le università, che nella sola Inghilterra avevano denunciato un giro di documenti scaricati pari ai 12.000 l’anno, ma non siti come essaywritings.co.uk il cui traffico arriva per l’80% proprio da Google. L’amministratore del portale, Mike Wilson, ha avuto modo di fare le sue rimostranze per la politica applicata da Google che accumuna siti come il suo ad altri parimenti considerati legittimi. Il gestore di Essaywritings si chiede infatti perchè mettere fuorilegge anche un sito trasparente come il suo, nel quale avverte in ogni modo gli studenti che i compiti messi a disposizione non vanno usati per barare, ma piuttosto per ricevere un aiuto o un approfondimento sulle materie studiate.

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