MotoGP: Shangai, di nuovo lui! Casey Stoner, Vale secondo

Casey Stoner e Valentino Rossi a Shangai
SHANGHAI (6 mag. 2007) ??? Agrodolce come molti piatti della cucina cinese. L’umore di Valentino Rossi dopo il secondo posto conseguito sul circuito di Shanghai, alle spalle dell’ imprendibile Ducati di Casey Stoner, oscillava tra la soddisfazione dei venti punti intascati e la rabbia del ricordo di quelli lasciati sull’asfalto di Istanbul.

“Come avevo detto gi ieri – ha esordito Rossi – mi ci voleva il fucile per fermare la Ducati. Ma sono contento ed stata una bella battaglia. Ho preso punti importanti ma mi arrabbio, sono scontento e un po’ triste ripensando a quelli persi in Turchia. Senza l’inconveniente alla gomma, infatti, sarei certamente arrivato secondo anche l e ora sarei praticamente a pari punti con Stoner in vetta al mondiale”.

Gi, Casey Stoner. Un pilota che era famoso per i botti stellari e i parimenti stratosferici conti dei ricambi che girava ai suoi team e che ora in sella alla Ducati sembra un altro. “Penso che Stoner sia quest’anno una sorpresa per tutti – ha commentato Valentino – e non sbaglia. Ha vinto tre gare su quattro e non commette pi errori. Sar un osso veramente duro mentre Daniel Pedrosa gi lontano, molto dietro a lui e a me”.

Era secondo, poteva limitarsi a seguire l’australiano, senza rischiare. Ma la filosofia del bar di Tavullia bolla il secondo come il primo degli sconfitti, cosa che Rossi non vuole neppure nominare. “Sarei arrivato secondo comunque ma – ha detto Valentino – ho provato a batterlo. Ad occhio Stoner mi prendeva almeno cinque decimi sul dritto, io glieli recuperavo nel misto, guidando al limite. La mia Yamaha era perfetta, la Ducati troppo veloce. La moto pi veloce contro la quale mi sono trovato a lottare nel corso della mia carriera. Non avevo mai visto una tale differenza in termini di velocit…”. Neppure quando, all’epoca delle prime Honda MotoGp, tutti dicevano che la Honda di Rossi era un missile imprendibile? “No, neppure allora. Non c’era tutta questa differenza”.

Per l’errore commesso nel tentativo di passare l’australiano, Rossi ha perso terreno. E corso anche un rischio. “Certo con l’errore che ho fatto, finendo dritto in frenata, ho perso perlomeno due secondi e mezzo… per valeva la pena di tentare. Purtroppo ho perso il controllo della moto in frenata finendo su un piccolo dosso dell’asfalto o su una buca, per ho recuperato. Se non fosse successo sarei rimasto attaccato a Casey e avrei potuto tentare di giocarmi la corsa in volata”. Una situazione di disparit che Rossi prevede finir, almeno nelle prossime prove. “Adesso arriva l’Europa e si torna a correre su piste migliori per noi, a partire da quella di Le Mans (sede del Gp di Francia tra un paio di settimane, n.d.r.) dove la Yamaha la favorita per tradizione”. “Oggi – ha poi proseguito, tornando alla gara appena bevuta d’un fiato – mi sono divertito. E’ stata una bella corsa, soprattutto sapendo che su questa pista la Ducati avrebbe fatto la differenza. Non mi sono voluto accontentare e, dopo quello che era successo in Turchia, ero anche preoccupato alla vigilia per la tenuta delle gome ma poi tutto andato bene”.

Quattro gare disputate, un mondiale ancora apertissimo. “Sar un campionato lungo, parimenti una battaglia lunga e molto dura”.

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