Second Life, Sette Giorni in una seconda Vita – Capitolo 9: La Citt

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Second Life - La Citt

Sto passeggiando all???interno di una grossolana riproduzione di un canale di Venezia. In Second Life i parchi a tema sono tutt???altro che rari, da qualche altra parte una comunit di giocatori francesi ha ricreato alla perfezione il quartiere di Mont Martre. Costeggiando un???atroce imitazione del ponte di Rialto mi auguro di tutto cuore che non sia opera di un italiano. Sono l???unica persona in un raggio di diverse miglia.

Al di fuori degli affollati luoghi di aggregazione, non si pu certo dire che la superficie di Second Life ribolla di vita. E??? un inevitabile aspetto del vivere senza i vincoli terreni: le case non servono come riparo dalle intemperie e sono quasi sempre disabitate, i negozi vendono solo oggetti decorativi e funzionano automaticamente. Siccome tutti possono volare e teletrasportarsi, le strade sono deserte.

Ho sentito dire che alcuni abitanti col pallino dell’urbanistica si erano organizzati per chiedere l’abolizione della possibilit di volare. Sostenevano che il volo individualizzato svalutava il potenziale di socialit dei marciapiedi e avevano messo in moto una campagna finti segnali stradali che incitavano ironicamente a stare coi piedi per terra. Una battaglia persa in partenza ma che metteva in luce il problema fondamentale delle citt virtuali: la maggior parte dello spazio non vissuto. Sembra sempre di trovarsi in mezzo un???esposizione di sculture o un set cinematografico abbandonato. Non essendoci flussi di corpi e merci, non si creano nemmeno dei punti con maggior ???peso??? geografico. I conglomerati sono esplosi, gli edifici accatastati in maniera disordinata. Chiaramente non c??? alcun bisogno di piani regolatori.

Poco lontano da dove siamo ora, c??? una citt che imita perfettamente quella del film Blade Runner. Il problema che non una vera citt ma qualcosa di pi simile ad un???installazione artistica

Sto parlando con Gwyneth Llewelyn, una delle cittadine pi attive di Second Life. Assieme ad un piccolo gruppo di persone porta avanti un???ambizioso progetto di citt virtuale chiamato Neualtembourg.

In Second Life abbastanza facile costruire spazi che altri possano visitare. Ma un discorso completamente diverso creare degli spazi con un valore sociale. Posti in cui si possano organizzare eventi, incontrare persone, discutere??? Secondo Gwyneth la principale sfida di Neualtembourg proprio quella di creare una comunit che duri nel tempo e che non si regga unicamente sulle energie del piccolo gruppo fondatore.

Eugene, un altro membro del collettivo mi invita a fare un giro turistico della citt. Ha fatto comparire un grosso dirigibile ed ha indossato una bizzarra divisa da aviatore. I motori si accendono e ci dirigiamo lentamente verso una cinta di mura medioevali. Neualtembourg costruita sul modello di un antico villaggio bavarese commenta Eugene Quell???edificio vicino alla torre il municipio. L si riuniscono vari gruppi di discussione??? questa la piazza principale, l???anno scorso qui si tenuto un Oktoberfest molto partecipato??? pi in la c??? la chiesa. Per il momento solo poche case sono abitate ma contiamo di popolarla presto. Adesso stiamo costruendo Altembourg, la parte vecchia della citt, che in realt sar pi giovane di tutto il resto

Neualtembourg probabilmente lo spazio meglio progettato di tutta Second Life, le casette dai tetti a punta sono tutte diverse tra loro e la loro disposizione irregolare crea dei tortuosi vicoli lastricati in pietra. L???interno della chiesa impressionante, con un grande organo, l???altare e tutto quanto ci si aspetterebbe di trovare in una cattedrale gotica. E??? anche l???unico posto dove si usano i nomi delle vie.

Eppure mi sento un po??? a disagio. Proprio perch esplicita chiaramente il suo modello di riferimento, Neualtembourg appare anche incredibilmente artificiale, pi inautentica – per quanto possa sembrare assurdo parlare di autenticit in un mondo di simulacri – di tutto quello che ho visto finora. Cerco di spiegarlo ad Ulrika Zugzwang, fondatrice del partito socialdemocratico di Second Life ed autrice del progetto originale di Neualtembourg. E??? molto bella, ma mi ricorda troppo Disneyland o Las Vegas. Le citt sono il risultato di continue stratificazioni storiche, emergono da un???infinit di agenti sociali. Invece qui tutto pianificato dall???alto e costruito semplicemente ricalcando un originale. Ulrika californiana e fatico a tenere a bada il mio progiudizio culturale europeo: Insomma, mi da l???impressione di una cosa molto americana Ulrika scoppia a ridere.

Anche una coppia di tedeschi mi ha detto che un???americanata! Per quanto riguarda la stratificazione storica, prova a tornare qui fra mille anni e vedrai che qualcosa sar cambiato??? Mi spiega che il nome Neualtembourg significa letteralmente ???Nuova citt vecchia??? ed un???opera dichiaratamente postmoderna.

Tutto inizi quando la Linden Labs lanci un concorso per la costruzione di isole a tema. Volevano qualcosa di adeguato ai territori ???innevati??? che stavano sperimentando in quel momento. Ulrika pens che in nell???universo eccessivo, surreale e cartooneggiante di Second Life sarebbe spiccato un progetto stilisticamente pi sobrio e cos cre la prima Neualtembourg. Finito il concorso, avrebbe dovuto liberare il terreno ma a molti cittadini il borgo bavarese piacque tanto che decisero di acquistare il lotto e usarlo come base per una comunit vera e propria. La necessit di dividere le ingenti spese – in soldi non virtuali – per l???affitto del terreno ha determinato la nascita di una propriet comune. Il desiderio di gestire la sua urbanizzazione con coerenza stilistica ha inevitabilmente posto il problema di mettere in moto delle pratiche di decisione collettiva.

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