Second Life, Sette Giorni in una seconda Vita – Capitolo 5: L’imprenditoria

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Second Life - L???Imprenditoria

Quando trovo parcheggiata una DeLorean tratta dalla trilogia di Ritorno al Futuro non resisto alla tentazione di provarla. Cerco di salire ma vengo immediatamente sbalzato via. Un messaggio mi informa che solo il legittimo proprietario pu guidarla.
In Second Life, come in tutti gli altri MMORPG, la propriet privata una cosa seria. Ad ogni utente automaticamente attribuito il possesso delle cose che costruisce. Egli pu pu decidere a quali condizioni consentire la copia e la modifica.
In genere qualsiasi oggetto pu essere comprato, con un semplice click si versano dei lindendollari sul conto del costruttore e se ne riceve una copia. La propriet privata cos intimamente codificata nella materia digitale per favorire forme di imprenditorialit e commercio. Oltre ad un florido mercato interno di beni e servizi molto diffusa la cultura del dono. In particolare i nuovi arrivati vengono aiutati con un entusiasmo imbarazzante.
Mi ricordo quanto stata dura le prime volte dice una donna di colore regalandomi una quantit di vestiti. E’ proprietaria di un grande magazzino in un posto dal nome esotico e mi caldeggia di contattarla per qualsiasi motivo. Tutti gli oggetti finiscono in un inventario personale, non c’ alcun limite a quante cose si possono trasportare. Ho indossato un grazioso abito estivo ed in ogni momento posso estrarre un???inutile scultura di un panda. Possiedo anche una pistola che non imparer mai ad utilizzare perch qui sono tutti pacifici.

Come suggerisce il nome, i primi MMORPG erano discendenti dei giochi di ruolo, o quantomeno delle loro versioni digitali. Gli universi di riferimento erano pi che altro quelli della letteratura fantasy popolati da orchi, folletti e nani guerrieri. Le attivit di esplorazione e combattimento facevano la parte del leone ma ci si accorse presto che, alla lunga, ammazzare draghi e acquisire nuovi poteri diventava noioso. Si creava poi un divario scoraggiante fra le abilit acquisite dai giocatori pi esperti e quelle dei nuovi arrivati. I pi anziani e competitivi erano dotati di poteri soverchianti che utilizzavano per uccidere e rapinare con regolarit i novizi.
In pi occasioni le case produttrici ricorsero ad accorgimenti per limitare i comportamenti antisociali ed incentivare la cooperazione. Gi a partire da Ultima Online, il primo MMORPG dotato di veste grafica, erano previste attivit collaterali come pescare, estrarre materie prime o fabbricare oggetti. Col tempo assunsero sempre maggior importanza e nacquero originali forme di imprenditorialit. Fu abbastanza evidente che un tessuto produttivo e commerciale dava al gioco un’atmosfera pi frizzante e sopratutto contribuiva a creare legami sociali durevoli fra persone. Dal punto di vista delle case produttrici questo significava un maggior investimento affettivo e di conseguenza una maggior fedelt degli utenti.

Second Life probabilmente il miglior esempio in questa direzione, tutti gli abitanti fanno parte di svariati gruppi di affinit, moltissimi hanno una propria di attivit con cui si “guadagnano da vivere”. E’ una nuova generazione di imprenditori di s stessi inseriti in un fitto network di relazioni mediate.
Si avverte un’atmosfera da nuova frontiera, c’ l’abbondanza, una sostanziale condizione di pari opportunit, la mancanza di limiti e di necessit primarie. Fluttuanti e svincolati dalla schiavit del corpo, gli abitanti di Second Life possono dedicarsi ad una serie di attivit creative al confine tra il ludico e il produttivo. Pagando un abbonamento di pochi dollari al mese possono realizzare le promesse di indipendenza e realizzazione personale non mantenute dal lavoro autonomo terziarizzato.

Incontro Mush in una specie di campo da volleyball. Chiacchierando mi confida che canadese e siccome non tutte le persone amano rivelare dettagli della propria vita offline cerco di approfondire:

Che lavoro fai nella Prima Vita?

Facevo design digitale, ma ora sono in pensione In pensione? chiedo stupito.

Gi, non ho pi lavorato dal grande crash delle dot com Mi dispiace, sei rimasto senza lavoro?

Non lo cerco nemmeno. Vivo di investimenti e sussidi…

Come molti altri abitanti Mush proviene da quella che qualcuno chiamerebbe “classe creativa” e non ha problemi a dichiarare la sua dipendenza dal gioco.

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